Strumento PMI: Fase 1 – Lo studio di fattibilità

Le PMI interessate, potranno ricevere un finanziamento fino ad un massimo di 50 mila euro, concesso come sovvenzione a fondo perduto. Il progetto potrebbe avere una durata non superiore ai 6 mesi, ma è ammessa la possibilità di allungare la tempistica presentando adeguata motivazione.

Il co-finanziamento europeo copre il 70% del costo dell’intera fase che pertanto dovrebbe ammontare complessivamente a 71,249€ (la restante parte dei costi rimane a carico del soggetto proponente.)

L’importo del finanziamento forfettario è unico a prescindere dal numero di imprese coinvolte (in partnership). Sarà pertanto onere del consorzio di imprese suddividere adeguatamente l’importo erogato per la proposta.

La Commissione ha stabilito tale importo a seguito di studi statistici, e sulla base di criteri oggettivi.

Inizialmente, a titolo di acconto, verrà riconosciuto il 40% dell’intero ammontare, al netto del 5% destinata al fondo di garanzia che sarà trattenuto.

L’Unione europea ha l’obiettivo di valutare il potenziale tecnologico, commerciale e la redditività economica dell’idea presentata, prediligendo chiaramente le innovazioni che potrebbero portare novità nel settore industriale di riferimento. Le proposte possono riguardare la realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi, in riferimento a mercati nuovi o mercati già esistenti.

Tra le attività finanziabili rientrano: gli studi di mercato, la valutazione dei rischi, le chance di ingresso nel mercato, la ricerca di partner, la fattibilità concreta.

Il target del primo step dello strumento per le pmi è proprio quello di realizzare un progetto innovativo, ad ampia potenzialità di sviluppo che sia in linea con le competenze e le capacità del soggetto proponente e che ne possa aumentare la redditività.

La relazione che va presentata alla Commissione è di 10 pagine. Sono incluse tutte le attività previste, e le chance di mercato e innovazione nell’ipotesi in cui il progetto si concretizzi.

Una volta finanziato il progetto, entro circa sei mesi dovrà prodursi una relazione dettagliata contenente i risultati di tutti gli studi effettuati.

Qualora ad esempio emerga che già sia esistente sul mercato delle soluzioni alternative, verrà precluso l’accesso alla Fase 2. Stessa preclusione si avrà nel caso in cui l’innovazione tecnologica sia già impiegata in altri settori, e pertanto sia più conveniente acquisire il know-how o i diritti di proprietà intellettuale per raggiungere il medesimo risultato. Un’altra possibilità potrebbe essere la necessità di ulteriori e più approfonditi studi ed attività. In questo caso si potrebbe ricorrere a finanziamenti privati o agli strumenti agevolati di accesso al capitale di rischio messi a disposizione dalla Fase 3 dello strumento.

Imputazione dei costi Fasi 1

L’”Allegato tecnico per le proposte di fase 1” contiene una tabella di bilancio standard da compilare; non sono quindi necessarie dichiarazioni di spesa.

La descrizione del lavoro presente nello studio di fattibilità, deve essere coerente con il piano dei costi ammissibili. Occorre precisare che alcune attività possono essere date in subappalto a terzi, evitando conflitti di interesse e rispettando il principio del miglior rapporto qualità-prezzo.

Esito

Se dal progetto finanziato emerge che l’idea era in linea con quanto sperato dall’impresa o dal gruppo di imprese, e che investire ulteriormente appare necessario per portare avanti l’innovazione normalmente viene intrapreso l’iter per accedere alla Fase 2. Qualora invece emerga la necessità di fermare il progetto alla fase 1 (possibilità contemplata dal bando), producendo tutta la documentazione, e dimostrando di aver rispettato tutti gli obblighi di comunicazione e di aver svolto tutte le attività così come previsto, potrà riceversi ugualmente la somma forfettaria prevista anche in mancanza di un prosecuzione in Fase 2.

Nel caso in cui si dalle prime fasi si evidenzi un risultato negativo dello studio di fattibilità e venga pertanto eseguito solo parte del lavoro previsto, il partecipante non riceverà il contributo di finanziamento.