Parte oggi la scuola di Tecnologie Civiche a Torino

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Le sfide attuali – dall’invecchiamento della popolazione, all’inquinamento – richiedono del resto nuovi approcci, nuovi modi di guardare. Si parla, a questo riguardo, di tecnologie civiche: piacciono agli Usa, il cui governo ha speso quasi sei miliardi di dollari nell’ultimo anno in quest’ambito. Piacciono alla Commissione Europea, che attraverso il progetto Horizon 2020 ha finanziato numerosi progetti nel filone delle città intelligenti e dell’open government.

In Italia, Torino è avviata a conquistare un posto di primo piano nel settore del «civic tech» . Premiata di recente fra le capitali europee dell’innovazione, la città fa un altro passo con il lancio odierno della Scuola di tecnologie civiche, che si terrà dal 19 al 22 di questo mese negli spazi dell’incubatore Rinascimenti Sociali. «Le tecnologie non sono neutrali, il modo con cui le utilizziamo ne influenza gli esiti – ha spiegato Lorenzo Benussi, consulente per l’innovazione del Consorzio Top-IX nella conferenza introduttiva – occorre perciò una bussola, un momento di riflessione strutturata per capire cosa voglia dire usare le tecnologie per migliorare il governo delle città e dei territori».

Fra i promotori e partner dell’iniziativa, oltre a Top-IX, figurano l’Associazione Rena, il consiglio regionale, il centro SocialFare, a fondazione Torino Smart City e lo sponsor healthy Reply. La scuola vedrà la partecipazione di 40 fra docenti e tutor, e 50 studenti: un rapporto quasi paritario pensato apposta per sottolineare l’ottica molto pratica, quasi da bottega rinascimentale, del corso.

Dodici ore di lezione al giorno, divise fra teoria e pratica, al termine delle quali i partecipanti dovranno mettere a punto un progetto imprenditoriale che sfrutti quanto appreso. «Parlare di tecnologie civiche in città vuol dire riuscire ad aggiungere alle politiche tradizionali una visione nuova – ha detto l’assessore all’innovazione Ezio Lavolta – i risultati di questa scuola ci potranno aiutare a riorientare la spesa pubblica e immaginare come migliorare i nostri servizi».

Nonché, come sottolineato ancora dallo stesso assessore, a distinguere la tecnologia utile, quella che vale la pena comprare o far propria, da quella che nasce delle mode. Cosa non disprezzabili in tempi di facile sensazionalismo legato all’innovazione. Il lungo weekend dedicato alla tecnologia d’impatto sociale non si esaurirà con la chiusura della Scuola, ma proseguirà con un hackaton, una maratona di programmazione lunga 48 ore (da sabato 21 a domenica 22) in cui verranno messe a punto soluzioni per aiutare i rifugiati che cercano in Europa la salvezza da fame e conflitti.

Lo organizza Techfugees Italia, filiazione locale di una più ampia iniziativa internazionale lanciata l’anno scorso a Londra dalla rivista di settore Techcrunch. Alla guida dell’associazione italiana, l’ex Ad di Uber Italia, Benedetta Arese Lucini. «Iniziative come questa servono anche a sensibilizzare i giovani su temi così importanti – ha spiegato Arese Lucini – Ci aspettiamo fra cinquanta e cento partecipanti». Fra gli organizzatori dell’hackaton Intersos, un’organizzazione che opera nei campi rifugiati in Italia e Grecia, il coworking milanese StartMiUp e Rena, accanto a partner di prestigio come PayPal e Motorola.

È Intersos ad aver scelto il tema dell’hackaton: rivoluzionare il tradizionale sistema delle donazioni basate su Sms, tutt’ora quello più usato in caso di catastrofi. C’è chi, come la startup italiana HelperBit (che fornirà supporto tecnico ai partecipanti all’hackaton) fa già cose interessanti in questo senso, usando la blockchain, il database di transazioni sui cui poggiano le nuove valute digitali come BitCoin, per rendere possibili movimenti di denaro da persona a persona.

La Scuola di tecnologie civiche e Techfugees fanno parte, assieme a una giornata di formazione per funzionari dell’Anci che si svolgerà mercoledì prossimo, di un progetto più ampio promosso da Top-IX. Plexum, così è stato battezzato, vuole fungere da nodo di interscambio per tutto ciò che attiene alle tecnologie civiche in Italia, organizzando corsi di formazione e hackaton, di cui quelli in arrivo a Torino non sono che i primi esempi.

Articolo pubblicato su http://www.lastampa.it/2016/05/10/tecnologia/idee/parte-a-torino-la-scuola-di-tecnologie-civiche-993ldOLetznXeXdekgQjiK/pagina.html

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