IVA, la Commissione Ue promuove la misura italiana dello “split payment” per gli enti pubblici.

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Dopo la bocciatura di maggio della richiesta italiana di deroga alla normativa europea, relativa all’estensione del “reverse charge” dell’Iva (il meccanismo dell’inversione contabile che elimina la detrazione dell’imposta sugli acquisti) alla grande distribuzione, la Commissione europea ieri, ha sottoposto al vaglio del Consiglio la proposta di autorizzazione all’Italia ad introdurre una misura temporanea di deroga agli articoli 206 e 226 della direttiva 2006/112/CE in relazione alle modalità di pagamento e di fatturazione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) per gli enti pubblici.

La misura di deroga è stata ritenuta dalla Commissione proporzionata agli obiettivi perseguiti, in quanto è limitata nel tempo e circoscritta ad un settore che pone notevoli problemi di evasione fiscale. Inoltre la misura di deroga non comporta il rischio che la frode si sposti in altri settori o in altri Stati membri. Adesso il Consiglio dell’Unione europea, a norma dell’art. 395, par.1 della direttiva Iva, deliberando all’unanimità su proposta della Commissione, può autorizzare lo Stato membro a introdurre misure speciali di deroga alle disposizioni di detta direttiva allo scopo di semplificare la riscossione dell’Iva o di evitare talune evasioni o elusioni fiscali.

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